
Um, la distopia domestica di Helen Phillips
Un tempo incaricata di perfezionare le capacità comunicative dell’IA, May perde il lavoro proprio a causa dell’automazione quando «la sua marginalità diventa incontestabile». In un

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C’è un grado di fatalità nelle parole: sono irreversibili. Nel momento in cui le pronunciamo o scriviamo il loro significato inizia a manifestarsi e imporsi.

La scrittura di Fausta Cialente è come un ricamo, il binomio perfetto di sostantivo e aggettivo ne costituisce l’intelaiatura che pare cucita in maniera meticolosa

«[…] le foglie presero a sollevarsi dall’erba e a rincorrersi nell’aria in raffiche ordinate come sotto il getto di una pompa da giardino: si levavano

Mi ero da poco trasferita da Boston in una nuova città, in attesa del primo “lavoro vero” (così almeno per chi, in Italia, non aveva

C’è un articolo famoso in quel trattato fittizio e meraviglioso che è Per la pace perpetua di Kant. È il terzo dei “definitivi”, e tratta

Deve essere terribile essere giovani e rendersene conto.Anna Pazos, sangue e fiamme e nervi, sa di non poter rallentare, di non potersi fermare mai per

La vita profonda di Martina Faedda (nottetempo) ha il respiro di un racconto lungoscandito da ventotto capitoli brevi i cui titoli rimandano il più delle

La realtà non ci accontenta mai. È, appunto, una malattia. In un’epoca contrassegnata dal dilagare di deepfake, fake news, supportati dall’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa, e che ci

Tra gli spettri anglofoni che si aggirano per l’Italia, quello del woke è certamente uno dei meno compresi. Se ormai, per quanto riguarda il “gender”,