
Romanzi con cocaina. Da M. Ageev a Nicola Lagioia
Pochi scrittori riescono così bene nella spietatezza come i russi degli anni d’oro, il grandioso trentennio 1850-1880, le cui narrazioni sanno essere tanto lucide quanto

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«Ho visto gente andare perdersi e tornare, e perdersi ancora, e tendere la mano a mani vuote» , cantava Francesco De Gregori. Vale la pena

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«Amo troppo la vita per riuscire a viverla è troppo vero per essere un romanzo» commenta Andrea De Carlo nella prefazione al libro autobiografico di

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Nei giorni dell’isolamento da Covid-19, la lettura può diventare un rifugio e un conforto. È il momento del ritorno al libro, alla narrazione capace di

Nella motivazione con cui è stato proposto allo Strega, Enrico Deaglio ha definito Città Sommersa un romanzo «denso di pietas non immemore» e «un esordio