
David Foster Wallace, il segreto e lo straziante
Qualche giorno fa, su una piattaforma per appassionati di libri, sono incappato nella recensione del romanzo di un collega, romanzo certo non facile e certo

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«Frustrazione, alienazione e perdita di controllo possono trasformarsi in qualcosa di imprevedibile». Dopo una pausa di sette anni, Gus Van Sant torna con un thriller

John O’Hara, l’irlandese dalla Pennsylvania, sessant’anni fa era considerato un bulletto tutto arroganza, vanità e talento che si pavoneggiava di scrivere un racconto per il

«I sogni sono per i solitari e questo è triste ma essenziale» Negli anni Cinquanta, a New York, il ping pong non era uno sport,

«Sei tu parola / la mia nuda guerra». Inizia così una delle più belle poesie di Chandra Livia Candiani, uno strenuo corpo a corpo con

Una mattina del 1972, l’attivista americano Jack Olsen, tenendosi stretto al corrimano di una scaletta a scomparsa, salì nell’inesplorata soffitta di casa e, illuminando lo

«Quello di Bugonia è un mondo in cui il controllo sembra sfuggire e dove il desiderio di ordine si scontra con l’imprevedibilità dell’esistenza». Nel suo

Sull’erezione estatica dell’homme-oiseau di Lascaux troverebbe il baricentro, nella svettanza del Löwenmensch, l’alterezza. John Lane – docente di Studi Ambientali in South Carolina, autore prolifico

Con La mia Ántonia Willa Cather riuscì a fare qualcosa di nuovo che ebbe anche – immediatamente – l’aura di un classico. Il libro uscì

«Ti dirò cos’è la libertà. È l’assenza di paura. Ecco cos’è». È con una frase di Nina Simone che Sensei Sergio, l’istruttore di karatè che