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L’Iliade secondo Don Winslow è una città in fiamme



Il sole di agosto risplende alto e incandescente sopra la casa sulla spiaggia del boss Pasco Ferri, nel Rhode Island. È una giornata stupenda, proprio come la donna che emerge dall’acqua. I raggi del sole che fanno luccicare la sua pelle e i capelli biondi la fanno sembrare una divinità. È bellissima, tanto bella da stregare gli occhi di Danny Ryan, che si sta godendo un momento di spensieratezza seduto sulla sabbia vicino a sua moglie Terri. Chi è quella donna? Da dove viene? Si chiama Pam, è la compagna di Paulie Moretti, uno dei pezzi grossi degli italiani, e semplicemente intoccabile. Peccato che Liam Murphy, cognato di Danny e figlio di John Murphy, capo degli irlandesi, non la pensi così. 
Tra due gruppi che si spartiscono il controllo del territorio basta una piccola incomprensione per scatenare una faida: una scintilla che riaccende rancori solo sopiti e mai scomparsi.
La guerra è iniziata.
È uscito da poco Città in fiamme edito da Harper Collins, il primo romanzo di una nuova trilogia del crimine firmata da Don Winslow, uno degli autori noir più importanti del panorama letterario contemporaneo. Il maestro decide di allontanarsi dalle atmosfere calde degli stati del sud, luoghi in cui ha ambientato molte delle sue storie, per trasferirsi al nord, nel provinciale e gelido New England di metà anni Ottanta. 

Città in fiamme, Don Winslow

Winslow ha più volte dichiarato di prendere a modello i drammi classici più che ispirarsi ai grandi scrittori noir che lo hanno preceduto. I suoi romanzi possono essere letti come drammi shakespeariani in cui i personaggi sono individui in perenne bilico tra quell’essere o non essere che andrà a determinare le loro azioni. In questo nuovo libro però, l’autore decide di ispirarsi a un testo molto più antico: l’Iliade di Omero.
L’autore rispolvera i miti dell’antica Grecia: Pam è la sua Elena, la donna che darà inizio alla guerra. C’è il principe Ettore, incarnato da Patrick Murphy, l’erede al trono degli irlandesi, ci sono i sovrani delle fazioni, e poi c’è Danny, il protagonista, l’Achille che vorrebbe vivere la sua vita serenamente al fianco della moglie, ma che davanti alla violenza decide di rispondere con altra violenza. 
Danny Ryan è un eroe tragico, tiene la pistola sotto la giacca di pelle ma non vuole usarla. Quando però la situazione precipita non si può fare altro che passare al contrattacco, abbandonando i panni del marito amorevole per vestire quelli del sicario prossimo a diventare un capo. 

L’intelligenza è la croce che Danny è costretto a portare sulle spalle, ma costituisce anche il talento necessario a proteggere tutta la sua famiglia, almeno inizialmente, perché se nelle strade iniziano a sparare, nel focolare domestico non mancano i tracolli, le incomprensioni, i traumi che riaffiorano e i grandi dolori. 
È l’essere umano in tutte le sue sfaccettature a creare la struttura precisa e incalzante dei romanzi di Don Winslow e Città in fiamme non fa eccezione. La letteratura dello scrittore americano è grande proprio per il modo in cui riesce a delineare i protagonisti, raccontandoci caratteri complessi, ubriacati dalla sete di potere e incapaci di controllare la complessità del mondo che li circonda.
Sono le domande il vero motore della letteratura, non le risposte. La narrativa ha il compito di sollevare dubbi, aprire solchi nella corazza dietro cui proteggiamo le nostre certezze, e i personaggi di Don Winslow ci riescono perfettamente. 

Come in tutti i suoi romanzi, lo scrittore dipinge il ritratto di un’America dominata dalle ombre, cinica e violenta. L’esatto contrario di una terra promessa. Un luogo in cui regna la viscida diffidenza: le piccole città sono ghetti in cui non sembra esserci integrazione tra le diverse etnie, le arterie che teoricamente dovrebbero irrorare di linfa vitale il cuore pulsante degli Stati Uniti.
Nella cittadina di Dogtown, teatro della guerra, la smania di ricchezza fa da fertilizzante agli affari criminali che germogliano dietro le attività lecite gestite dai capi: uomini rinchiusi in locali-fortezza, criminali ipnotizzati da riti fasulli, tanto orgogliosi da rasentare la stupidità. 
Gli italiani amano la loro terra, anche se non ci sono mai stati, oltre a essere molto legati alle loro (presunte) tradizioni. Mettono la brillantina sui capelli, mangiano pasta al sugo e lavano il loro onore infangato con bagni di sangue.
Gli irlandesi festeggiano San Patrizio e tracannano birra mentre gli afroamericani vivono sui campi da basket di cemento. Tutti vogliono il potere, poliziotti e detective compresi. 
Nella galassia di Winslow, si salvano in pochi: forse solo quelli che riescono a salvaguardare le emozioni e i sentimenti quel tanto da restare umani. 

Città in fiamme si divora: la prosa essenziale al presente, i dialoghi fulminanti e gli scoppi di violenza improvvisi elettrizzano il lettore attraverso un ritmo serrato, un viaggio in cui le figure che delineano la storia cambiano ruolo continuamente, danzando attorno al pericolosissimo falò della violenza.
I colpi di scena e i ribaltamenti si susseguono velocemente, mantenendo alta l’attenzione, trascinandoci nella spirale di odio e vendetta in cui sono risucchiati i protagonisti. I flashback sono forse l’unica cosa che potrebbe diluire la densità del racconto, ma nel corso della lettura risultano essenziali per comprendere le psicologie dei personaggi, conoscere i traumi che hanno segnato indelebilmente il loro vissuto e, soprattutto, scoprire i patti attraverso cui i boss si sono spartiti il territorio tessendo una solida rete di contatti nel mondo della legalità e dell’imprenditoria, riuscendo così a mantenere per anni la pace.
Anche se sono lontani gli omicidi truculenti, le decapitazioni e le evirazioni che insanguinavano le pagine della trilogia del cartello (il punto più alto e importante di tutta l’opera di Winslow) l’azione è tanta, e costituisce la tessitura drammaturgica di una storia capace di sedurre ogni lettore. 
Quest’ultimo romanzo è il nuovo tassello di un gigantesco mosaico che il grande scrittore americano, erede assoluto di James Ellroy, ha cominciato a comporre dalle sue prime opere. 
Con Harper Collins seguiranno Città di sogni e Città in cenere le altre due parti di questa nuova trilogia che, stando alle premesse del primo capitolo, risulta essere davvero imperdibile. 

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