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#Geografie librarie | falsoDemetrio di Genova



Dimenticate per un attimo il sole odierno che corrode pelle e asfalto. Un esercizio di distrazione che porta refrigerio: mutarsi in dicembre, a Genova, con il cielo grigio e spesso.
Immaginate una Genova che è tutta uno scroscio d’acqua. Ne risalta il fascino decadente della città portuaria: è dolcemente triste e fascinante. Indossa una malia che ricorda una Londra conosciuta solo nei romanzi di Conan Doyle. Non c’è il Tamigi, ma c’è il mare. E lo si sente, lo si annusa anche nei vicoli intercostali, tra la cenere e il vociare. Tra le scritte sui muri di ribellione e amore cinico – “Sara, pensavo fossi carina.. era l’MD..” – e commercianti sentinelle che dei vicoli hanno fatto il loro regno nascosto.

Nel labirinto di stradine si mimetizza la libreria falsoDemetrio. Non potrebbe essere da nessun’altra parte se non lì. Vista da fuori – la piccola vetrina, le inferriate verdi, la scritta “FALSO DEMETRIO” così modesta – passa inosservata allo sguardo. Non per incuria né dozzinalità, ma per una perfezione di mimesi.
Una volta entrati si viene investiti dal calore della luce, dei fittissimi scaffali stracolmi di libri. Un horror vacui che abbraccia. «Volevamo costruire un ambiente, uno spazio che contenesse i libri in un certo modo. Non un negozio. Volevamo creare un luogo.», precisa Ilaria Crotti, libraria e fondatrice della falsoDemetrio, durante il nostro incontro.

falsoDemetrio

Principio e causa, come spesso accade, è stato l’innamoramento, violento e risoluto, con la letteratura russa. «È nato tutto dalla mia passione adolescenziale», racconta Crotti, «e dalla scoperta, durante un esame all’università di storia della Russia, del periodo dei torbidi, in cui gli eventi sono rocamboleschi come quelli di un romanzo francese dell’Ottocento. Si susseguono falsi zar sul trono e tutti prendono il nome di Demetrio perché ognuno di loro si spaccia per il figlio di Ivan il Terribile, che venne ucciso da ragazzino. Da qui l’espressione falso Demetrio».
Le coincidenze sono i segni più visibili del caos che allineiamo a forza per trovare direzione e senso. E così, continua Ilaria, «quando anni dopo ci fu il progetto di aprire una libreria, il primo nome particolare e identificativo che venne in mente a me e ad Alberto Tamburelli – anche lui fondatore della libreria, ndr – fu proprio quello di falsoDemetrio. Nomen omen. E così fu: una serie di circostanze hanno poi confermato che era il nome giusto. Scoprii un saggio di Prosper Mérimée I falsi demetri (Adelphi), tradotto da Tommaso Landolfi, un altro dei miei grandi amori giovanili, e nel Maestro e Margherita, il libro che mi ha avviata alla letteratura russa,  c’è un punto in cui un uomo viene additato come un falso Demetrio, come un impostore. Una serie di coincidenze che hanno reso giustizia a quella scelta istintiva».

Girando tra gli scaffali, lo sguardo si perde tra titoli rari, poco conosciuti ma sorvegliati e, per così dire, protetti dai grandi classici, disseminati sulle mensole. Lo sguardo rimbalza dal noto al meno noto, dall’ieri all’oggi. Un dialogo impossibile se non nelle vicinanze di copertine osmotiche. «Nel momento della genesi, ci siamo affidati a tutto quello che erano i classici» conferma Crotti. «Avevamo il desiderio di creare una nicchia dove perdersi tra libri classici e evocativi, della letteratura con la L maiuscola, che hanno superato il vaglio della storia. Poi pian piano ho iniziato ad arricchire gli scaffali e in quel frangente è nata l’idea di casa. I titoli sono scelti uno per uno. Il metro che ho utilizzato è sempre stato quello di conoscere i libri che avevo a scaffale».
Sulle mensole, la qualità oggettiva interseca la scelta soggettiva. Una libreria che trasuda personalità, non solo nella scelta dei titoli ma anche nell’altra dimensione della letteratura, quella che vive e si fa attraverso il corpo e la voce, in stretta relazione con il territorio. «Come ogni rapporto ci sono aspetti positivi e critici», spiega Crotti. «Le presentazioni si sono affinate nel corso degli anni e le ultime hanno avuta una partecipazione accesa. Ho dovuto dire tanti no, stabilire una linea, scelta da me personalmente e per fare questo ci sono stati autori o tipologie di romanzi e testi che venivano esclusi dalle organizzazione degli eventi. Questo assimila le presentazioni agli scaffali.» Crotti racconta di una libertà di lettura, la rivendica, oltre ogni pregiudizio, perché «come ogni progetto che ha una sua idea, persegue una sua identità, senza che questo ne faccia un’idea aristocratica».
Topolino e Seneca, d’altronde, messi vicini sullo stesso scaffale, hanno veramente tante cose da dirsi.

falsoDemetrio

I 5 CONSIGLI DI LETTURA DELLA LIBRERIA FALSO DEMETRIO

Storia della mia fuga dai Piombi, Giacomo Casanova, Mondadori
Compromesso, Sergej Dovlatov, Sellerio
La tormenta, Vladimir Sorokin, Bompiani
Cercando di afferrare il vento, Claire Goll, Prospero editore
Città sola, Olivia Laing, Il Saggiatore

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