Le fondatrici della Libreria Piena
Oltre la Soglia

#GeografieLibrarie | La Libreria Piena di Lisbona



Chi scende alla fermata della metro Arroios, a Lisbona, si ritroverà in un quartiere vivissimo: perché quello che dà energia alle strade sono gli abitanti, che arrivano da ogni angolo del mondo, e le attività indipendenti che nascono e creano un dialogo con chi vive nei dintorni. Lì, al 51B di Rua Cavaleiro de Oliveira, chi gironzola si troverà davanti «28 mq pieni di libri e amore». Parliamo di Piena, libreria italiana nata ufficialmente nell’estate del 2022 da un’idea di Sara ed Elisa; è un luogo che accoglie, condivide spunti, visioni. Non solo per la comunità italiana, ma per tutti coloro che passano di lì.

Sara, originaria della Sardegna, ha vissuto a Roma per quindici anni, poi si è trasferita nella capitale portoghese. Lavora come editor freelance e web editor. Elisa, da Milano, ha studiato architettura e vive a Lisbona dal 2013. Ha curato un progetto di design e comunicazione chiamato Mani in pasta. Nell’autunno del 2020, si conoscono su Instagram grazie ai rispettivi lavori, e nella primavera dell’anno dopo organizzano un gruppo di lettura in italiano: «L’idea era quella di tornare a incontrarsi dopo i mesi di isolamento, per discutere di libri, riappropriarsi degli spazi della città e conoscere persone nuove», hanno spiegato a Limina. Da lì, il passo verso l’apertura di una libreria è stato breve. Un anno dopo il gruppo di lettura, Piena apre i battenti. Come spazio fisico, e presto anche in e-commerce, con l’intenzione di raggiungere chi non sta a Lisbona e che ora si limita a seguire le loro attività scrollando il profilo Instagram. 

La libreria sta diventando un punto di riferimento per la comunità italiana a Lisbona, che è composta da una molteplicità di persone diverse, da chi vive lì da decenni a chi è in Erasmus. «Non fa parte del nostro lavoro, ma ci piace molto ascoltare e scoprire le storie delle persone che passano dalla libreria, storie di viaggio e migrazione», hanno raccontato Sara ed Elisa. Ma anche i portoghesi apprezzano molto, così come i brasiliani, i francesi, e tutti gli abitanti di varie nazionalità che popolano il quartiere: «Di questo siamo felici perché uno degli obiettivi di Piena è fare da ponte tra culture, creare un luogo accogliente dove la lettura diventa un momento di condivisione e scambio». Intorno a questo spazio si è creata un’abitudine: «Ci sono lettori e lettrici forti che divorano libri, altri saltuari o con ritmi più lenti, ma mai in questi mesi ci siamo sentite abbandonate, sentiamo il supporto di una comunità. Le persone tornano e danno valore a una realtà come la nostra».

Che Piena nascesse nel quartiere di Arroios era nei piani fin dall’inizio: è una zona che ancora non è stata totalmente intaccata dai meccanismi del turismo di massa, gli affitti delle case sono sostenibili, o almeno lo erano fino a qualche anno fa, e c’è spazio per le attività locali. Lì, l’idea di una libreria di quartiere è ancora possibile. «Qui e nei quartieri limitrofi vivono molti italiani, alcuni sono proprio nostri vicini di casa, mescolati a portoghesi, brasiliani, angolani, pakistani, cinesi, ucraini, e così via. Scendere alla fermata della metro di Arroios è un po’ come respirare un pezzo di mondo». La possibilità di questo scambio è al cuore del progetto, che ha in sé dalla fondazione dei valori fondamentali: «L’antifascismo, l’antirazzismo, il femminismo intersezionale e la libertà di cercare la propria identità. Essendo una libreria italiana in Portogallo cerchiamo anche di entrare in dialogo con la letteratura portoghese e di altri paesi di lingua portoghese come Brasile, Angola, Mozambico… Vivendo in un paese con un ingombrante passato coloniale, ci interessa esplorare il più possibile tematiche decoloniali e la cosiddetta letteratura delle migrazioni».

L’esplorazione è un principio inossidabile di Piena, che punta anche su una serie di attività. Gruppi di lettura (uno è attualmente dedicato al tema del lutto, un altro sulle graphic novel. Tutti finiscono a birre e patatine), presentazioni, serate di poesia e persino stand up comedy e proiezioni, o lezioni di portoghese. Vengono invitati anche autori e autrici italiane, grazie all’Istituto Italiano di Culture e delle case editrici interessate: di recente, Sarah Gainsforth ha presentato il suo libro Abitare stanca. Nel futuro, una prima edizione del Festival di Letteratura Italiana a Lisbona e una linea di grafica e di cancelleria. Nel cassetto, «il sogno di una casa editrice». Il motto rimane lo stesso: «Più siamo, meglio è», perché «abbiamo un animo pop, nel senso buono del termine, e vogliamo far passare il messaggio che la letteratura può essere per tutt*».

I 5 CONSIGLI DI LETTURA DI PIENA
Aratro ritorto di Itamar Vieira Junior, Tuga edizioni
Madre piccola di Ubah Cristina Ali Farah, 66thand2nd
Ragazze per bene di Olga Campofreda, NN editore
La straniera di Claudia Durastanti, La nave di Teseo
Le transizioni di Pajtim Statovci, Sellerio editore



Immagine di copertina e nel testo: @chiaramissaggia