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#Geografie librarie | La libreria Verso di Milano



«Porta Ticinese piove ma c’è il sole»: i romantici di Milano, parafrasando i Baustelle, negli anni hanno imparato che, camminando verso le Colonne di San Lorenzo, possono trovare in una piccola libreria un rifugio e una casa, una di quelle wunderkammer nelle quali il tempo, tra un libro e l’altro, sembra quasi arrivare ad annullarsi.
Quel luogo è la libreria Verso, inaugurata nel dicembre del 2015 nel cuore della città e ben presto diventata un punto di riferimento per il mondo delle librerie indipendenti milanesi, con una vasta scelta di titoli ricercati e un fittissimo calendario di incontri con gli autori. Quasi una missione. «Verso nasce dai desideri incrociati di Pietro Biancardi di Iperborea e Andrea Gessner di Nottetempo» spiega Davide Mosca, direttore della libreria. «La volontà era quella di aprire uno spazio indipendente in centro, in un momento storico nel quale molte librerie storiche avevano dovuto chiudere le serrande e si era venuto a creare una sorta di buco nero negli eventi librari. Insomma, c’erano solo le grandi librerie, e gli spazi per gli indipendenti si erano andati riducendo. Hanno così deciso di riunire un gruppo di amici, e mi hanno chiamato a dirigere il progetto. Era l’inizio del 2015, abbiamo lavorato un anno intero e nel mese di dicembre abbiamo inaugurato la libreria, con una presenza straordinaria di pubblico».

Libreria verso

Ben oltre l’idea classica di libreria, Verso negli anni è diventata un punto di riferimento per il dialogo culturale all’interno della città, snodo nevralgico di persone, libri, idee. «Diciamo spesso che Verso è nata per incontrare libri sconosciuti in mezzo a volti conosciuti, in un intreccio tra libri e amici. L’idea principale è stata quella di dare spazio agli editori indipendenti, accanto a una selezione delle proposte di qualità dei grandi editori, che all’interno di un catalogo immenso propongono titoli di grande valore che spesso non trovano il giusto spazio perché non sono dei best-seller. Accanto a questo lavoro di ricerca, per noi è stato da subito importante avere un luogo di ritrovo a Milano che potesse ricalcare l’idea dei club musicali di un tempo. Esci di casa e sai che alla Verso troverai sicuramente qualcosa di interessante. In questi anni abbiamo organizzato oltre 1500 eventi, nonostante la lunga pausa dovuta al covid. La libreria è diventata così un luogo di ritrovo per chiunque, c’è chi ama la letteratura, chi ama l’arte, il mondo dell’illustrazione, la grafica, il cinema, i temi sociali».

Libreria verso

Lo spazio della libreria si apre, dialoga con le planimetrie urbane, ingloba le traiettorie di chi transita sul suo reticolo stradale e umano, lo interroga e lo rende discorso collettivo. «Questa concezione di “spazio”, che va oltre a quella di semplice libreria, è da sempre un pilastro per noi, ci caratterizza e ci diverte come il primo giorno. È bello vendere i libri, ma lo è altrettanto conoscere sempre nuove persone e scambiare con esse idee e progetti. Qui, negli anni, la gente ha trovato una pubblicazione, un lavoro, un’amicizia, un matrimonio. Siamo stati e siamo un recettore di energie che entrano in circolo e producono altre cose. Alcuni degli autori oggi più letti hanno avuto un momento di gloria in questo luogo, sono stati sostenuti da noi quando ancora erano sconosciuti, e noi siamo molto orgogliosi di questo lavoro».

Libreria verso

Tutto intorno, la città di Milano continua a scorrere veloce, meritandosi quotidianamente il titolo di capitale lavorativa del Paese, motore perpetuo, frullatrice, stimolatrice. «Milano è la nostra partner in crime. Sentiamo un sostegno forte dalla città, qui c’è voglia di fare eventi, di costruire reti, di socializzare, di scoprire continuamente. Sotto questo punto di vista è una città che sa accoglierti, che riesce a rispondere alle nostre richieste. Non sono sicuro che un progetto simile in altre città avrebbe trovato questo terreno fertile. Alla nostra idea, la città ha risposto e continua a rispondere, portando in libreria le persone del centro così come quelle delle periferie. Verso non è una libreria di quartiere, mi piace pensare che sia una libreria della città stessa».
Uno spazio, quello di Verso, che negli anni ha saputo evolversi e che, in un periodo cruciale per il Paese, immerso in una crisi economica e sociale che proprio nella città di Milano vede il manifestarsi cristallino dei suoi effetti, guarda al futuro immaginando nuovi cambiamenti. «Vedo una libreria sempre affollata di libri di qualità, mentre i temi della socialità e della condivisione diventeranno sempre più fondamentali. Quello che abbiamo capito negli ultimi mesi è che incontrarsi è una necessità: la lettura è un’attività solitaria, ma forse proprio per questo poi i lettori sentono una gran voglia di incontrarsi e dialogare di ciò che hanno letto. Credo che questo aspetto sarà fondamentale per le librerie del futuro, il nostro compito sarà sempre quello di essere aggregatori di intelligenze che negli spazi culturali potranno confrontarsi e creare nuove idee».

I 5 CONSIGLI DI LETTURA DELLA LIBRERIA VERSO

Speranza contro speranza, Nadežda Mandel’štam, edizioni settecolori
Padrone e servitore, Lev Tolstoj, In Transito
Pagine di un diario veneziano, Valerio Zurlini, Mattioli 1885
Tutto sull’amore, bell hooks, il Saggiatore
Storia del figlio, Marie-Hélène Lafon, Fazi editore

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