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#Geografie librarie | La libreria Comunardi di Torino



Torino è una città che nutre un grande amore per la lettura, e lo testimoniano giornalmente i torinesi che prendono parte a tutti gli eventi dedicati ai libri e alla letteratura che la città ospita, dal Salone Internazionale del Libro ai gruppi di lettura che hanno luogo al Circolo dei Lettori.
È proprio vicino al Circolo dei Lettori che per quarantasei anni ha avuto sede la Libreria Comunardi, aperta nel 1976 in via Bogino. La libreria è stata fondata in un periodo storico in cui la città era percorsa da forti tensioni sociali, sia a livello operaio che studentesco. A causa del turbolento sottofondo politico che caratterizzava gli anni Settanta, la Comunardi ha sempre seguito il percorso e gli svolgimenti delle lotte sociali con l’intento di diventare un luogo di incontro e con l’ambizione di assumere il ruolo di un centro di documentazione e di confronto, ancora più che di una vera e propria libreria, intento che si è riflesso immediatamente nell’inserimento dei settori di storia e politica, cinema, grafica, che nelle altre librerie, all’epoca, non erano presenti.
Negli oltre quarant’anni di attività la visione della libreria è rimasta uguale, sempre fedele a se stessa, e le particolari caratteristiche della sede di via Bogino, con i suoi 250 metri quadrati e la posizione centrale in città, hanno anche reso possibile ospitare presentazioni, dibattiti e mostre dedicati a tematiche storiche, politiche e sociali.
Al tempo stesso, mentre gli intenti sono rimasti gli stessi degli anni Settanta, i settori hanno subito una trasformazione, allargandosi ad accogliere nuove suggestioni: partendo quindi dalla saggistica politica e storica, dalla grafica e fumettistica, che costituiscono le sue fondamenta e le sue origini, la Comunardi si è negli anni arricchita di settori sempre più attuali, e particolarmente apprezzati dai suoi lettori, attribuendo un grande peso alle novità dell’editoria di qualità. 

Libreria Comunardi

I volumi presenti sugli scaffali della Libreria Comunardi, selezionati attentamente dagli anni Settanta a oggi, sono più di quarantamila e da febbraio hanno cambiato sede, spostandosi poco lontano, in via San Francesco da Paola. «Il trasloco che tanto avevamo sperato di riuscire ad evitare si è in effetti rivelato essere molto faticoso. La quantità di energia fisica richiesta dall’imballaggio e dal sollevamento di ogni scatolone ha reso il processo del trasloco un momento di catarsi e di accettazione emotiva dell’abbandono di ciò che è stata la casa della libreria dal 1976 fino ad oggi.»
Il trasferimento nei nuovi locali è stato sofferto, ma reso necessario dal processo di gentrificazione che ha ostacolato il lavoro della libreria negli ultimi tre anni. La paura, naturalmente, era quella di perdere il ruolo centrale della libreria a Torino, perdendo i locali che la hanno ospitata sin dagli inizi. Così non è stato e, anzi, l’importanza di un luogo di ritrovo come è stata ed è la Libreria Comunardi si misura anche sulla base delle relazioni che negli anni è stata in grado di costruire con chi l’ha frequentata.

Libreria Comunardi

Essere una libreria indipendente nel 2022 presenta molti svantaggi, se si adotta un punto di vista capitalistico, ed è qui che entra in gioco la figura del libraio, attorno al quale si sono riuniti Gli amici della Libreria Comunardi, che è anche un gruppo Facebook, oltre che un nutrito manipolo di clienti affezionatissimi alla libreria e al suo libraio, Paolo Barsi. Sono stati loro a fare la differenza negli ultimi, complicati anni, anche facendo partire una raccolta fondi per riuscire a concretizzare il trasloco.
Per una libreria indipendente, è l’esperienza del librario a fare la differenza nell’eterno scontro con Amazon e con le grandi distribuzioni. Se non c’è modo di essere competitivi con i prezzi e le offerte, non sostenibili sul lungo termine, ciò che si deve costruire – e Comunardi l’ha fatto – è una fitta rete di relazioni.
Oltre al rapporto fondamentale con i lettori che la frequentano, è la presenza di luoghi di confronto e di formazione vicino alla sede – come il già citato Circolo dei Lettori, ma anche Portici di carta e ovviamente il Salone del Libro – con cui Comunardi ha instaurato preziose collaborazioni a essere indispensabile per la sua sopravvivenza come libreria indipendente e ad afferirle una funziona complementare nel percorso di conoscenza e informazione dei torinesi.

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I 5 CONSIGLI DI LETTURA DELLA LIBRERIA COMUNARDI

Stephen Markley, Ohio, Einaudi
Bruno Arpaia, Il fantasma dei fatti, Guanda
Marco D’Eramo, Dominio, Feltrinelli
Thomas Savage, Il potere del cane, Neri Pozza
Vittorio Giardino, No pasaràn, Rizzoli Lizard

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