Search
Close this search box.

Le cartoline fanno bene: una ritualità che resiste



Esiste un treno turistico notturno che si chiama Seven stars in Kyūshū. Lo ha scritto Eri, dalla prefettura di Fukuoka. La sua cartolina è arrivata due giorni fa, ha tre francobolli bellissimi e del nastro adesivo in carta washi che ne colora i contorni. 
A Hokkaidō la prima neve arriva a fine Ottobre; a Miku piace camminare nei parchi per raccogliere foglie colorate, le colleziona per farne biglietti d’auguri a Natale. Dina da Chicago scrive la sua ricetta preferita: il Mike’s chili. Ha scelto una cartolina con un pettirosso che riposa su un tronco. Accanto c’è una scritta che dice: «ogni momento è importante». 

Tornare a casa, aprire la cassetta della posta e trovare una cartolina è una ritualità che sembra assai lontana. Per alcune generazioni, forse mai sperimentata. Che qualcuno, in qualche parte del mondo, ci abbia dedicato un pensiero ci rinfranca dopo una lunga giornata di lavoro. Anche se non lo abbiamo mai incontrato: la bellezza e la cura hanno un linguaggio universale che sorvola le regole dello spazio e del tempo
È stato un giovane studente in Portogallo ad avere questa intuizione circa sedici anni fa. Paulo Magalhães seduto al pc in un vecchio ripostiglio ha pensato a un progetto che avesse un unico obiettivo: mettere in contatto persone da tutto il mondo attraverso le cartoline. Oggi Postcrossing è diventata una comunità mondiale, che dopo soli tre anni ha raggiunto il suo primo milione di cartoline spedite. 

800.000 iscritti, 207 nazioni, 60.439.928 cartoline ricevute, di cui 1.254 solo nell’ultima ora. In questo momento 411.250 cartoline stanno viaggiando e altrettante persone sono in attesa di un pensiero che inverta la rotta della loro giornata, che offra l’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo che le sorprenda. O che le ispiri. Il portale assegna casualmente degli indirizzi con dei codici ID che corrispondono a dei profili da cui si intuiscono tracce di esistenze sparse, tutte diverse per età, professioni e desideri. Una ragazza tedesca cura il profilo di sua zia Margret, che ha 88 anni e che definisce young at heart (“giovane dentro”)Dopo cinquant’anni di vita insieme, ha perso da poco suo marito, un musicista classico, che era solito anche illustrare poesie da spedire per Natale o per i compleanni di famiglia. Margret ama gli animali, i libri, le storie e chiede di raccontare nelle cartoline i sogni e le aspirazioni, perché la pandemia ha amplificato la solitudine. Sharon è nata e cresciuta a Melbourne e ha viaggiato molto. Spera di rendere il mondo un posto migliore compiendo piccoli atti di gentilezza. Raili è un’infermiera pediatrica in pensione, vive in Finlandia. Ha un cane che si chiama Coco, adora fare crostate e per questo chiede di ricevere nelle cartoline ricette di dolci da far assaggiare a Lis e Lana, le figlie dei vicini. Nel 2011 i servizi postali olandesi hanno creato il primo francobollo a tema Postcrossing e nel 2014 il portale ha partecipato al TEDx di Porto. Il progetto ha partecipato alla raccolta di donazioni per cause come il terremoto di Sichuan o per progetti scolastici di vario tipo. Ogni anno organizzano meetup in tutto il mondo: si incontrano su treni, barche, isole deserte. Esiste un mondo sotterraneo e silenzioso che all’insaputa di tutti mette in circolo un’energia capace di muovere sorrisi, azioni e intenzioni. E pensare che accade mentre una pandemia globale ha immobilizzato ogni passo e raggelato ogni contatto sembra quasi sovversivo.  Scegliendo gesti narrativi di resistenza possiamo dunque continuare a sentirci connessi, liberi da fili, schermi, tasti e suonerie.
Possiamo addirittura affidare un rimpianto, una paura, un tradimento, una confessione a una casella postale che dieci anni fa ha iniziato a raccogliere cartoline anonime fatte a mano facendone un progetto artistico comunitario diventato oggi di portata mondiale. Si chiama Postsecret, ed è stato pensato da Frank Warren, che ci ha scritto anche cinque libri, riportando i segreti più accattivanti. Certo ne abbiamo fatti di passi se pensiamo che nel 1865, quando Heinrich von Stephan propose l’adozione di un cartoncino preaffrancato da spedire senza busta, l’idea fu ritenuta immorale, perché le comunicazioni private non potevano viaggiare sotto gli occhi di tutti. Un compendio di haiku grafici offre uno sguardo intimo sulla vita privata della nostra comunità, aprendo molte finestre su vite comuni che somigliano alle nostre, che si mostrano nella loro verità e spesso nella loro solitudine. 

retro di cartoline d'altri tempi

«Sono un pompiere. Temo possa arrivare il giorno in cui non sarò così coraggioso come dovrei essere». «Sto organizzando il funerale di mio marito da 24 anni». «Vorrei dire alla mia madre biologica che ho avuto genitori splendidi e ho conosciuto la felicità». Centinaia di migliaia di segreti che nell’atto di essere condivisi ci fanno sentire legittimati nelle nostre fragilità. E forse anche un poco abbracciati. 

E poi c’è LetterMo – Month of Letters, un progetto gestito da un piccolo gruppo di volontari americani che dal 2016, da gennaio ad aprile, si prende del tempo. Per scegliere ventiquattro cose da spedire a persone sconosciute nel mondo: lettere, cartoline, foto, ritagli di un giornale, un pezzo di tessuto del proprio vestito, la pagina di un libro, una foglia o una pietra raccolta durante una passeggiata. 
È un progetto che esalta il valore del dono ed è un omaggio all’unicità e alla rilevanza: un’occasione per misurare la nostra generosità e creatività. E se avete voglia di realizzare un’opera d’arte fotografica o pittorica e spedirne per posta una al giorno per un anno a destinatari sconosciuti, la community Mailart365 fa al caso vostro. 
Dal 1 Dicembre 2010 artisti di tutto il mondo hanno scelto di prendere parte a questo progetto pubblicando le opere spedite sul sito Web della community. Un’occasione per fare della poesia uno sguardo e per proporre tematiche sociali universali. 

Negli ultimi mesi l’educatrice di una RSA in provincia di Como ha invitato scrittori e viaggiatori, attraverso i social e la carta stampata, a inviare una cartolina agli ospiti che, a causa della pandemia e del conseguente isolamento sociale, hanno subìto un calo delle capacità cognitive. Le cartoline si sono rivelate uno straordinario coadiuvante terapeutico capace di generare stimoli emotivi
È un dato di fatto: le cartoline fanno bene. Scriverle o riceverle ci riconcilia con una speranza atavica e profonda. Ci fa pensare a Lis e Lana che mangiano la crostata, a Margret e alla sua casa piena di musica e di poesie. Ci fa pensare a quel treno notturno che, pure chiusi nella nostra casa, ci fa sentire in cammino. 

categorie
menu