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Book Pride. Torna la fiera dell’editoria indipendente



Marzo 2022. Le giornate cominciano ad allungarsi e il sole splende sulla città di Milano. Nonostante l’aria sia ancora pungente sembra affacciarsi una primavera che ci consenta, in parte, di riprenderci da questi due anni di pandemia. Le iniziative culturali e i luoghi che animano la vita sociale della città già da qualche tempo sono forieri di nuove proposte e occasioni di incontro. A ben guardare, la vivacità del tessuto editoriale e non solo (comunicazione, giornalismo, spettacolo e circuiti museali) non si è mai sopita durante questi mesi difficili, reagendo alla situazione di emergenza con un lavoro di ricerca di altissima qualità, mantenendo la proposta variegata, ricca e fornendo strumenti per alimentare il dibattito sull’attualità. Protagonista di questo scenario positivo è l’editoria indipendente, che da alcuni anni sta consolidando la sua presenza nelle librerie con titoli amatissimi dal pubblico e capaci di attirare l’attenzione dei media e della stampa. Secondo i rapporti dell’Associazione Italiana Editori (AIE):

«Nel secondo anno di pandemia, l’editoria di varia (libri a stampa di narrativa e saggistica venduti nelle librerie fisiche, online e grande distribuzione organizzata) raggiunge gli 1,701 miliardi di euro di vendite a prezzo di copertina, per 115,6 milioni di copie (ben 18 milioni in più del 2020), in crescita rispettivamente del 16% e del 18% rispetto all’anno precedente. L’Italia si conferma la sesta editoria nel mondo (dopo Usa, Cina, Germania, UK e Francia) e la quarta in Europa. La crescita del 16% del mercato italiano è seconda in Europa, davanti a Germania e Regno Unito, e dietro solo a Francia, in recupero dopo il calo del 2020, e Spagna. Nel 2021 sono state pubblicate 85.551 novità a stampa, in crescita del 22,9% rispetto all’anno precedente. Gli e-book scendono a quota 49.313, in calo del 5,6% rispetto all’anno precedente, ma in crescita dell’1,1% rispetto al 2019. Continua la corsa degli audiolibri; le librerie online crescono ancora, quelle fisiche recuperano parte del terreno perso. Si muove tutto il mercato, non solo i bestseller: cresce (tanto) il catalogo, con ottime performance di tutti i generi».

Ho voluto riportare il comunicato per intero perché è in questo quadro, possiamo dire di crescita complessiva, che si colloca la sesta edizione di Book Pride, un festival nato nel 2015 su iniziativa di ODEI, Osservatorio degli Editori Indipendenti, che si propone di fare luce proprio sul lavoro che sta dietro a tutto il settore. Quest’anno la sede della manifestazione, che si svolge dal 4 fino al 6 marzo, è Superstudio MAXI, in via Moncucco 35 a Milano.

Il programma infatti comincia proprio da una serie di incontri riguardanti l’editing e la correzione di bozze tenuti dall’area corsi di Giulio Perrone Editore. Sempre in mattinata si è svolto l’incontro degli studenti del Master in Editoria dell’Università Cattolica con gli Editori. A seguire una serie di eventi in collaborazione con le biblioteche del comune di Milano. Interessante segnalare che alle 15.30 si è tenuto un incontro organizzato da ADEI sull’editoria accessibile e inclusiva: «È sempre più diffuso un approccio all’editoria per ragazzi particolarmente attento a chi ha vari generi di difficoltà di lettura. I libri accessibili sono veramente inclusivi? Chi sono i loro destinatari? Conosciamo il punto di vista di diversi attori della filiera del libro». L’approfondimento si è svolto con Elena Corniglia, Centro di documentazione sul libro accessibile Area Onlus Torino; Franco Fornaroli, Biblioteca di Melegnano, vicepresidente IBBY Italia; Patrizia Nappi, libreria L’oasi del piccolo lettore Della Passarelli, Sinnos; Sante Bandirali, editore uovonero e consigliere ADEI. Questo tipo di iniziativa rappresenta il taglio divulgativo e trasversale della manifestazione, che contribuisce alla riflessione critica intorno allo strumento libro e alla sua diffusione. Inoltre, sempre per evidenziare l’attenzione della fiera al linguaggio, c’è stato l’appuntamento con Matteo Pericoli, dal titolo Prossimità: sezione del festival dedicata al tema della Moltitudine. Un approccio nuovamente aggiornato per fornire strumenti concettuali che contribuiscano a dare forma al presente che abitiamo. Sempre il 4 Marzo alle 17.30 c’è stato Francesco D’Isa con L’assurda evidenza (Edizioni Tlon) a raccontare la propria esperienza di pensiero che spazia dalla filosofia occidentale al pensiero buddhista e zen, in dialogo con lui Maura Gancitano. A chiudere la giornata, fra gli altri interventi, significativo quello dedicato al volume Jin Jiyan Azadî. La rivoluzione delle donne in Kurdistan, che raccoglie le voci di venti rivoluzionarie curde, edito da Tamu Edizioni.

La giornata di sabato 5 marzo si apre con la presentazione di un giallo scritto da Tita Prestini per i tipi di Barta edizioni. E si alteneranno incontri con gli autori a nuove incursioni nel dietro le quinte della filiera del libro: Lavorare nell’ufficio diritti di una casa editrice. Non solo contratti: tutela delle opere, trattative, acquisizioni e diritti secondari, L’impresa della cultura, fare editoria, La traduzione sono alcuni dei titoli degli approfondimenti in giornata. Nella pausa pranzo di sabato ci sarà inoltre un evento organizzato da Limina Rivista, Voci riemerse. Alla riscoperta di Brianna Carafa, Amalia Guglielminetti e Annie Vivanti: un focus sulle scrittrici più importanti dell’Ottocento e Novecento che sono state recentemente riscoperte grazie a ristampe e nuove edizioni. Interverranno nell’incontro tre voci della nuova editoria: Ilaria Gaspari, Giorgio Ghiotti e Ilaria Rossetti.

Il programma è particolarmente ricco, capace di dialogare con le questioni più urgenti del nostro tempo, riflesso del lavoro editoriale che si propone di analizzare e intorno cui costruire partecipazione e incontro. Una ricerca della prossimità che in maniera del tutto trasparente il mercato del libro riesce a condurre e a portare avanti con successo, non foss’altro che per il tipo di prodotto che viene proposto: un prodotto che nasce da una commistione di linguaggi e da una sinergia tra persone molto forte; la scrittura di un testo non si può condurre se non a fronte di un’esperienza vissuta e la forma libro è l’unica in grado di veicolare in maniera consistente lo sforzo e la cura che vi stanno dietro. Per dirla con Pasolini (di cui peraltro ci sarà un ricordo domenica alle 17:30 condotto da Davide Toffolo): in un certo senso la merce libro è “inconsumabile”, cioè non si esaurisce nel margine materiale che le viene attribuito e dunque ha un valore inestimabile.

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