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Epigenetica a fumetti. The Cyan’s anthem di Lucia Biagi



Creare mondi fantastici, o fantascientifici, non è mai banale e la mente lo sa. Pensando a questi generi, potrebbe aprirsi subito il cassetto della memoria denominato «navicelle spaziali», accompagnato da un buco nero che tenta di inghiottire gli invincibili protagonisti. Se non ci sono alieni, ecco spuntare degli elfi e tutto sommato potrebbero anche essere la stessa cosa: chi può dirlo. L’immaginazione non ha limiti e tutto ciò che viene creato nel fantastico ha la bellezza di poter essere interpretato dal lettore nel più personale dei modi. Ciò che spesso accomuna le opere fantastiche e fantascientifiche, però, è la potenza di trasformare questi universi in una rappresentazione perfetta delle dinamiche caratterizzanti la realtà, permettendo di leggerla e raccontarla meglio di qualsiasi altro strumento reale. The Cyan’s Anthem di Lucia Biagi, edito da Eris Edizioni, è un perfetto esempio di tutto ciò.

The Cyan's anthem

Le vite di Liv, Roman, Becca, Emil e Mina ruotano attorno a quella di Yari, sia prima che dopo la sua morte avvenuta un ventennio prima del loro re-incontro nel presente. Quella che era una compagnia di giovani di diverse classi sociali e stili di vita, si rincontra dopo essersi persa di vista e c’è un motivo se dopo tanto tempo scelgono di ritrovarsi. Anche se il corso del tempo li ha sparpagliati in giro per il mondo a vivere ognuno a modo proprio, chi seguendo ciò che la società desidera, chi provando ad andare contro il sistema. Ma perché proprio in quel momento? Perché risvegliare i fantasmi del passato?

L’universo creato dalla fumettista pisana è uno spazio-tempo perfetto, ricostruito in modo così magnifico che pare esistere davvero. Questa graphic novel non deve spaventare per la sua mole (sono più di 400 meravigliose pagine a colori) perché sin dall’inizio ci sono punti fermi per guidare il lettore nella storia. Se nelle alette del libro sono rappresentati i protagonisti, alcuni anche con il loro ritratto in gioventù e a fianco quello in età adulta, all’interno della copertina ci sono due mappe per entrare letteralmente nella Bourne Bay e collocarsi nei suoi quartieri di ieri e di oggi. Perché i vent’anni che separano queste due cartine sono un vuoto da colmare, un tentativo dei cinque personaggi principali di questo romanzo grafico di fare pace con il passato, senza mai riuscirci davvero. Il salto temporale non è banale ma costruito tavola dopo tavola, fra numerosi flashback, per tenere sempre viva la narrazione e colorarla di sfumature che hanno un senso in ogni loro dettaglio.

La meraviglia di The Cyan’s Anthem, e il suo fantastico, è infatti la scelta di rappresentare i cittadini della Bourne Bay attraverso tre colori che tingono la pelle dei suoi abitanti e decretano di conseguenza la loro condizione sociale. Queste tonalità sono proprio i colori primari, quelli che una volta uniti possono comporre uno spettro nuovo (se solo si volesse). Ciano, magenta e giallo rimandano a tre futuri già scritti che i protagonisti di questa storia cercano di cambiare ed è attraverso il loro sentire ed essere che Lucia Biagi porta la quotidianità attuale in un’opera potenzialmente surreale, con il desiderio di portare in superficie concetti come la disuguaglianza, il razzismo, la gentrificazione, il problematico mondo del lavoro e le questioni di genere.

The Cyan's anthem

Un potpourri di tematiche importanti che vengono trattate con il giusto equilibrio, con uno sguardo critico e consapevole di ciò che è la realtà oggi. Le tavole cambiano colore capitolo dopo capitolo, mixano i toni per trovare la giusta tonalità abbinata al colore della pelle del protagonista, allo stato d’animo, al pericolo da cui stanno scappando o che stanno per vivere. Quadrati e triangoli si muovono all’inizio di ogni capitolo seguendo un loro schema, invogliando il lettore a interpretarli e seguirli. Eppure, in un mondo in cui il colore di ognuno decreta il tipo di vita che ogni individuo potrà vivere, Lucia Biagi trova il modo di far percorrere ai suoi personaggi un percorso che possa essere in linea con le loro scelte, aspirazioni e possibilità. C’è chi accetta compromessi e non si lascia schiacciare da politici e affaristi, c’è chi è rimasto ferito nel più profondo da ciò che la società ha causato e ora se ne rimane in un angolo, c’è chi spera nella scienza e nell’evoluzione, per vedere nuove relazioni e nuovi individui nascere. E tutto ciò avviene senza perdere la poesia e la delicatezza, senza dimenticare comparse come Saponetta, un gatto affettuoso ma soprattutto un prezioso alleato da curare.

In un turbine di emozioni passate e future, nuove o risvegliate, le storie di Liv, Roman, Becca, Emil e Mina creano un racconto corale, una delle grandi novità per l’autrice. Infatti, in The Cyan’s Anthem non c’è solo un cambio di stile, con la scelta di optare su più tinte e abbandonare la bicromia. Anche la struttura è molto differente rispetto a Punto di fuga (Diabolo Edizioni, 2014) e Misdirection (Eris Edizioni, 2017). Nei lavori precedenti, le trame prendono il via grazie alle due protagoniste, rispettivamente Sabrina e Federica. Ventisei anni una, tredici l’altra, le loro vite erano già raccontate con quello stile intimo di chi vuole scavare nei pensieri senza sfondare porte, entrare leggero nelle vite degli altri per fare spazio a chi ne deve leggere le emozioni per interpretare l’intera storia. Misdirection si può definire un preludio all’ultima opera pubblicata: non ci sono salti nel tempo così importanti ma una sparizione sì, così come un senso di ansia e angoscia che ruota attorno alla perdita (seppur sospetta) di un’amicizia. La bicromia, con il suo verde e viola, delinea i personaggi, i messaggi che compaiono sul loro telefono, il paesaggio, ispirato a Sestriere, che circonda Federica durante le estati in montagna dai nonni. La grande differenza, ed evoluzione dell’artista in questa novità editoriale, sta invece anche nella scelta di non fare riferimento a un paesaggio reale, bensì prendere ispirazione da città differenti per rubarne monumenti e creare un nuovo territorio: The Bounce Bay, appunto.

The Cyan's anthem

Si tratta quindi di un lavoro di continua ricerca, ma anche di editing e rivisitazione. È così che la Tate Modern di Londra è un palazzo futuristico in una città che cambia forma, in linea con i cambiamenti politici. L’emozione che si prova a sfogliare questo romanzo è la stessa di quando ci si tuffa nella preziosa opera illustrata di Asterios Polyp di David Mazzucchelli. È come affrontare la lettura di IT o seguire i ragazzi di Stand by me. È scegliere di non leggere l’intero graphic novel tutto d’un fiato, ma a piccoli morsi, per godere di ogni ingrediente.

In copertina e nel corpo del testo: tavole tratte da The Cyan’s Anthem, Lucia Biagi, Eris Edizioni 2022

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