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Il libro della Luna di Fatoumata Kébé



«Primo astro visto dai primi uomini e primo a essere scoperto, la Luna è l’unico satellite naturale della Terra. E la Terra, a sua volta, è l’unico pianeta del sistema solare ad avere un solo satellite». Inizia così, dopo una breve introduzione, Il libro della Luna di Fatoumata Kébé, astronoma, astrofisica e divulgatrice francese «impegnata nella lotta contro le disuguaglianze» e membro del Femmes & Sciences e Women in Aerospace. Lo pubblica Blackie Edizioni nella traduzione di Chiara Manfrinato e in una veste grafica particolarmente riconoscibile – come tutte quelle della casa editrice –, in questo caso arricchita da un bel foro nel cartonato di copertina che lascia spiare, come da un oblò, un accattivante plenilunio.

Kébé

Nonostante il profilo complesso e potenzialmente interessante dell’autrice (che resta purtroppo marginale, se non del tutto assente) il libro si rivela un compendio agile e disimpegnato per chiunque sia a digiuno di astronomia e desideri avvicinarsi alla materia: raccoglie una serie di dati, informazioni e curiosità sulla Luna, sulla storia del suo legame con l’umanità dal Big Bang ai giorni nostri, e le leggende che affiancano le più importanti scoperte scientifiche a riguardo, oltre al racconto delle affascinanti missioni spaziali russe e americane. Nelle prime pagine del suo saggio, Kébé dichiara di voler «comparare gli approcci scientifici, astronomici e fisici con i miti che li hanno preceduti», e lo fa ripercorrendo una storia dell’universo e dell’uomo sulla Terra cercando di rinsaldare il rapporto tra matematica e simboli. È forse in effetti questo l’aspetto più affascinante del suo libro: recuperare una tradizione antichissima e accordarla alle teorie scientifiche che di volta in volta hanno cercato di fare chiarezza su uno dei misteri più longevi dell’universo.

Un tentativo che resta comunque in parte inefficace, perché questo mistero – nonostante gli sforzi dell’autrice e dei molti studiosi, teorici, filosofi e scienziati da lei citati – è stato per secoli ed è ancora lontano dall’offrire soluzioni e spiegazioni esaustive. Il mito della Luna, nato insieme alla scoperta della scrittura 5.500 anni fa, è infatti tra i più oscuri e affascinanti di sempre proprio anche grazie alla totale mancanza di certezze a riguardo, a partire dalla storia della sua genesi: dalla cosiddetta «teoria dell’accrescimento» del 1837 di Édouard Roche, che l’avrebbe definita un ammasso di detriti naturali come la Terra, fino ad arrivare all’ipotesi di T.J. Jackson See, che nel 1910 avrebbe chiamato in causa la forza attrattiva terrestre teorizzando la cosiddetta «teoria della cattura». Kébé riorganizza una piccola storia lunare servendosi di un linguaggio semplice ed efficace, e allestisce una lezione riassuntiva ripercorrendo le fasi di questi studi secolari, mettendone in evidenza le contraddizioni e le trovate più assurde o illuminanti, alternando nozioni di fisica e chimica per neofiti a miti, leggende e tradizioni scomparse.

Kébé

Ecco perché nel Libro della Luna trovano spazio tanto lo scientismo più sfrenato quanto le leggende popolari giapponesi, il racconto del viaggio di Laika nello spazio e quello dei miti greci, la teoria della fissione di George Darwin (figlio del più celebre Charles) e la cosmogonia degli indios guatemaltechi, che già in tempi remoti racchiusero le loro credenze sulla Luna nel loro celebre “libro della comunità”, il Popol Vuh. Il dato più interessante del lavoro di Kébé, che non nasconde la sua fascinazione per l’astronomia e tocca solo marginalmente il discorso astrologico (sprecando un’altra preziosa occasione), è quello di dimostrare ancora una volta che la scienza non ha tutte le risposte; non solo: che esiste una storia molto più longeva di quella che siamo abituati a pensare quando guardiamo le stelle; che forse non è proprio un caso se il cosiddetto “periodo dracontiano” – ovvero il tempo che impiega l’orbita lunare a intersecare quella terrestre – è indissolubilmente legato al grande «drago celeste che inghiottiva la Luna e il Sole» presente nel tempio di Ishtar a Babilonia. E ancora tutto ciò spiega perché la costellazione del Drago, situata tra l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, sorga proprio nel punto tra le due ellissi. 

Il libro della Luna è un ottimo punto di partenza per approfondire una ricerca vastissima, e ancora in larga parte inesplorata. Pur non rappresentando un oggetto particolarmente rilevante dal punto di vista della novità (tutto ciò di cui parla Kébé è reperibile anche su Wikipedia) può essere un buon strumento divulgativo per bambini e ragazzi, o per chi si avvicini per la prima volta ai tanti misteri che compongono l’universo e voglia osservare il cielo senza smarrirsi in ragionamenti troppo complessi. 




Photo credits
Copertina – Cristian Newman tramite
Unsplash
Ritratto – JessWade88 tramite Wikimedia Commons; Fatoumata Kébé presso il Museum of Air and Space di Washington D.C. durante l’edizione 2017 dell’Hidden No More International Visitor Leadership Program


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