
«Per chi rovista nel fango». Lincoln Steffens, la città e il giornalismo d’inchiesta
Alle volte mi pare che la tua voce mi giunga da lontano, mentre sono prigioniero d’un presente vistoso e invivibile, in cui tutte le forme

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[…] è indispensabile riempire gli spazi vuoti della nostra memoria collettiva,dando ai poteri occulti la parte che meritano. Stefania Limiti, 2018 Nel 2018, la Rubettino

Con La mia Ántonia Willa Cather riuscì a fare qualcosa di nuovo che ebbe anche – immediatamente – l’aura di un classico. Il libro uscì

Raccontare gli Stati Uniti attraverso il tempo, le famiglie e i silenzi. È ciò che fa Jane Smiley da cinquant’anni con una voce limpida e

A volte basta una tazza. Non quella giusta, non quella sbagliata: una qualsiasi. Una con le margheritine dipinte, presa anni fa in un negozio dell’usato,

All’indomani delle recenti elezioni americane, in un’intervista rilasciata a La Repubblica a cura di Antonio Monda la scrittrice caraibica naturalizzata americana Jamaica Kincaid ha dichiarato: «Troppa

Sono poche le persone attratte dalla rarità, ancora di più se si tratta di un libro praticamente introvabile, che, prima dell’attuale ristampa per il Saggiatore,

Abbiamo tutti ben presente il volto pietrificato del presidente degli Stati Uniti George Bush l’11 settembre 2001. Si trovava nella classe 301 della Emma E.

Quando si legge l’autobiografia di un personaggio politico in vista c’è sempre il rischio che si tratti della celebrazione di un percorso da eroe o

L’estate scorsa (a luglio 2020 per chi ci legge da un futuro remoto) è uscito per Adelphi Steve Jobs non abita più qui di Michele Masneri.È una