25.06.2026

Tener-a-mente, se la musica risuona nell’Anfiteatro di D’Annunzio

Al via al Vittoriale degli Italiani la quindicesima edizione del festival musicale, con un ricco cartellone di artisti italiani e internazionali

Tra i riflessi del Lago di Garda, sospesi tra la sua storia secolare e gli echi che continua ad emanare sulla costa lacustre, torna a Gardone Riviera il festival musicale Tener-a-mente, che giunge quest’anno alla quindicesima edizione dando nuova vita all’Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani voluto da Gabriele D’Annunzio, spazio dei sogni eretto nel 1921 con la sapienza dell’architetto Gian Carlo Maroni. «Tutto qui è una forma della mia mente, un aspetto della mia anima, una prova del mio fervore. Come la morte darà la mia salma all’Italia amata, così mi sia concesso preservare il meglio della mia vita in questa offerta all’Italia amata», scriveva il Vate. Che oggi sarebbe felice di sapere che il festival, di anno in anno, si è imposto tra le rassegne musicali più suggestive dell’intero Paese, grazie a una programmazione fondata su un’ecclettica composizione del programma, tra artisti nazionali e internazionali, incastonato in un luogo intriso di natura, di letteratura e di poesia.

Con la consueta direzione artistica firmata da Viola Costa e la produzione curata da Rita Costa – con l’organizzazione targata Ripens’arti e grazie allo sguardo lungimirante del presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri – la nuova edizione di Tener-a-mente porterà nell’Anfiteatro del Vate dal 26 giugno al 2 agosto quindici concerti ai quali si aggiungerà un evento speciale tra musica e letteratura, parlando al pubblico di ieri e a quello di oggi, aprendo letteralmente gli spazi del patrimonio artistico del territorio ad una folla unita dal fil rouge della musica, declinata in tutte le sue forme, mettendo al centro la necessità creativa. «Il principio che muove le mie scelte è l’urgenza di espressione – spiega Viola Costa -. Guardiamo a quei musicisti che perseguono una reale forma d’arte, che sentono e trasmettono una sincerità nel loro esprimersi in musica, ognuno attraverso il proprio codice. Per questo non guardiamo a un solo Paese o a un solo genere musicale: lavoriamo su uno sguardo trasversale, più ampio, non cercando necessariamente ciò che corrisponde al nostro gusto personale, ma piuttosto ciò che ci trasmette una reale urgenza artistica. Quell’urgenza della quale parla Rainer Maria Rilke, quando si rivolge al giovane poeta che gli chiede consiglio. Quella stessa urgenza di bellezza della quale oggi abbiamo bisogno».

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Ad aprire la rassegna il 26 giugno alle ore 21.15 sarà la band islandese Of Monsters and Men, tra i più amati gruppi di indie folk internazionale, che a partire dall’ultimo disco All is Love and Pain in the Mouse Parade porterà sul palco gardesano oltre dieci anni di carriera, fondendo il suono della propria terra a distese melodiche che guardano al cinema e agli spazi dell’intimità, in un personalissimo mix che negli anni li ha imposti al grande pubblico attraverso brani divenuti cult come Little Talks, Dirty Paws e Crystals. Una serata che fa da anticamera alla seconda data, in programma il 30 giugno, che sarà a tutti gli effetti un’incursione nella storia del rock degli ultimi decenni, con il progetto Beat, che riunisce una parte fondamentale del repertorio dei leggendari King Crimson, per l’occasione riportato a nuova luce sul palco grazie ad una super band di musicisti che, in periodi e contesti differenti, hanno suonato in quella che è stata definita dalla critica musicale una delle band più influenti della storia. Sul palco, Adrian Belew, già voce solista e chitarrista dei King Crimson, Tony Levin, storico bassista della band che ha suonato anche al fianco di mostri-sacri come David Bowie e Dire Straits; Steve Vai, straordinario chitarrista nato a fianco di Frank Zappa, e Danny Carey, cofondatore e membro dei Tool, impartiranno lezioni di musica sperimentale destinate a rimanere nella memoria per molto tempo.
La terza data è fissata per il 4 luglio, quando protagonista diventa la musica d’autore italiana con il live di Daniele Silvestri, tra i più apprezzati cantautori del panorama italiano, con un inedito live acustico sospeso tra impegno civile e quella sottile ironia che attraversa tutta la sua produzione musicale attraverso dischi divenuti pietre miliari del nostro cantautorato come Prima di essere un uomo, Il Latitante e La terra sotto i piedi, e una scrittura sempre in punta di penna che gli ha procurato negli anni, tra gli altri, un Premio Tenco e un David di Donatello.

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In alto: Of Monsters and Men; in basso: Beat / King Crimson

Particolarmente attesa è poi la serata del 6 luglio, con il concerto Bollati All Stars che vedrà il pianista Stefano Bollani riunire sul palco del festival un ensemble incredibile con Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni, per una serata dedicata al jazz di ieri e a quello di oggi, in un dialogo tra generazioni e sensibilità diverse. E sempre nel territorio del jazz sarà la serata dell’8 luglio con Esperanza Spalding, giovane talento del jazz contemporaneo, tra tecnica e sperimentazione sonora nei nuovi linguaggi, oltrepassando i confini attraverso le canzoni contenute in album acclamati come Junjo, 12 Little Spells e Songwrights Apothecary Lab.
La grande musica internazionale torna protagonista l’11 luglio con LP, l’amatissima artista statunitense autrice di brani diventati hit come Lost on You, Other People e When We’re High, che porterà al Vittoriale la sua voce graffiante, tra energia e scrittura espressiva sempre sospesa tra rock e pop, mentre il 16 luglio sarà il turno di una grande signora del jazz internazionale, Diana Krall: pianista e cantante di grande eleganza, l’artista canadese attraverserà celebri standard e composizioni inedite, inebriando di luce lirica il palco dell’Anfiteatro attraverso brani jazz immortali come The Look of Love, Let’s Fall in Love e Just the Way You Are.
Sarà invece un cambio di atmosfere la serata del 21 luglio con i Two Door Cinema Club, tra le più rappresentative band di indie rock internazionale, che porterà sul palco Tourist History, acclamato album di debutto della band, che verrà eseguito per intero in una serata che ripercorrerà le origini per abbracciare le evoluzioni del sound della band. Il 24 luglio, invece, si prosegue con la musica internazionale, con il live di Chet Faker, cantautore e produttore australiano che con l’album A Love for Strangers si ricongiunge con le sue radici, in un processo di scavo interiore che lo porta ad attraversare il soul e l’elettronica in una fusione dallo stile unico che lo ha reso celebre in tutto il mondo, grazie a brani come Drop the Game, Gold e Talk is Cheap.

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LP, Chet Faker, Diana Krall

La sezione finale del festival vede quattro date di Coez, tra i più amati artisti nazionali con la sua musica sospesa tra pop, rap e scrittura urbana, che nelle serate del 25 e 26 luglio e dell’1 e 2 agosto: un live legato alla terza stagione di From the Rooftop, che approda in location uniche come i “teatri di pietra” per trovare una dimensione più intima col proprio pubblico, ripercorrendo i suoi lavori più amati. Il 29 luglio saranno invece i Kings of Convenience a portare la propria musica folk minimale e gentile, targata Norvegia: un sottile equilibrio acustico, tutto costruito in sottrazione in uno scavo verso l’essenziale, come dimostrano brani amatissimi come Misread, Mrs. Cold e I’d Rather Dance with You. Infine, la serata del 31 luglio sarà tutta dedicata al raffinato songwriting di Niccolò Fabi, in un live intimo e narrativo attraverso i brani più amati del suo repertorio, in un vero e proprio viaggio nei sentimenti umani alla ricerca di quel nucleo emotivo che unisce i destini e le esistenze.

Un finale? Non proprio. «La novità di quest’anno è che a settembre arriverà una seconda sezione del festival, che si chiamerà Tener-a-mente Equinozio – conclude Costa -. Si tratta di una prosecuzione autunnale della rassegna: l’edizione 2026 sarà interamente occupata dalla residenza artistica di dieci serate di Biagio Antonacci che, nelle serate del 4, 5, 6, 8, 9, 11, 12, 13, 15 e 16 settembre, porterà una serie di concerti dallo schema aperto, con scalette e contenuti sempre diversi, all’insegna dell’ispirazione. Una nuova occasione di condivisione, come piace a noi, e come cercheremo di valorizzare anche nella serata del 12 luglio dal titolo Più Luce! Benedetti gli istanti, a cura di Paola Veneto, con gli attori Lucia Limonta e Simone Tudda e musiche dei Rusty Brass: una serata nella quale musica e letteratura troveranno un dialogo, in un omaggio alla poesia di tutti i tempi e di tutti i luoghi, il nostro modo di omaggiare il “padrone di casa” Gabriele D’Annunzio. Un viaggio tra le parole di poeti e poete come Achmatova, Rilke, Orazio e Rodari, in una celebrazione dell’attimo, di quel dettaglio illuminante che, trovato in mezzo all’inferno, abbiamo il compito di far durare, di conservare. È bello vedere che un Anfiteatro possa riempirsi di persone che accorrono per la poesia: significa che, in tempi complicati come questi, abbiamo un gran bisogno di bellezza».




In copertina: Tener-a-mente 2025, credits: Maurizio Andreola

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