20.07.2026

Al di là del tempo. Torna la terza edizione di Carta Carbonia

Una tre giorni che, con ospiti come Emanuele Trevi, Edoardo Prati e Telmo Pievani, fa della memoria il miglior antidoto per il presente

Quando si rivolge il pensiero alla Sardegna, ci coglie immediato l’odore. Un aroma indefinito, ché è insieme salsedine, grano ustionato, terra e pelle riarse, ma che evoca ricordi precisi, come solo quelle immagini che sovvengono quando la memoria inciampa nell’infanzia più lontana.

A ogni sguardo peregrino la Sardegna appare prima di tutto un deposito di tradizione, folklore, pratiche secolari che appaiano tanto più immutate quanto autentiche. Come se la fissità fosse un requisito necessario all’autenticità, un modo per sfuggire a quell’azione logorante e banalizzante propria dello scorrere del tempo moderno. Questa immagine di un’isola ferma a un tempo che non c’è è anche quella posta al centro, spesso per essere decostruita, problematizzata ma a volte anche confermata ed estesa, del nuovo numero di The Passenger di Iperborea dedicato alla terra sarda. Intrecciando voci diverse, da Marcello Fois, Cristina Caboni a Nicola Muscas, Francesco Abate e molti altri, si costruisce l’identità di una terra e di un popolo la cui singolarità pare risiedere proprio nello scarto tra la difficoltà di riconoscimento in una narrazione condivisa – «qualunque visione, a noi sardi, appare distorta» scrive Fois – e il bisogno di alimentare un’autonarrazione ormai così distorta e consumata da farsi stereotipo.

Carta Carbonia

Forse è proprio a questa contraddizione, matrice di un equilibrio inesauribile, che si deve la vivacità che i festival letterari portano ogni anno per l’isola, tra giugno a dicembre, come riporta Nicola Muscas, che al fenomeno dei festival sardi ha dedicato il suo intervento Quello che i sardi non dicono.
Il fenomeno se da una parte è indice di una fermento culturale, probabilmente più vivo nei decenni passati ma che resiste e ancora offre preziose occasioni di aggregazione e crescita culturale, dall’altra mette in luce anche le forti criticità che animano tali manifestazioni: risorse economiche sempre più scarse e un pubblico di lettori sempre più esiguo. Di fronte a un fosco orizzonte che non si può persistere a ignorare e che riguarda l’intero territorio nazionale, i festival letterari svolgono una funzione ancor più fondamentale: ricreare quella dimensione atemporale a cui prima si accennava, che, pur mantenendosi fuori dal presente, su di esso sappia intervenire.

Non dissimile è l’obiettivo della terza edizione di Carta Carbonia, festival letterario che si svolge nella città di Carbonia dal 23 al 26 luglio, come specifica il direttore artistico Giovanni Follesa: “La terza edizione di Carta Carbonia nasce con un obiettivo chiaro: fare della città uno spazio accogliente per il racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere un luogo di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è una semplice cornice: è il cuore simbolico del festival.”

Carta Carbonia

L’intreccio tra memoria e contemporaneo è la trama che unisce gli appuntamenti del festival, un calendario fitto che mescola la storia e la tradizione dell’isola a voci di tutto il territorio nazionale che ragioneranno su alcuni dei temi più cruciali dell’oggi: geopolitica, scienza, identità, lotta, perché, come sottolinea Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, “in un tempo segnato da tensioni internazionali, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo importante offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. Portare questi temi nel Sulcis significa rendere Carta Carbonia un festival capace di parlare del nostro tempo con attenzione, competenza e apertura.”

Ad aprire Carta Carbonia, una serata, quella di giovedì 23 luglio, già ricchissima di appuntamenti e rappresentativa dello spirito della rassegna di quest’anno, animato da uno sguardo verso l’altro e rivolto a un possibile oltre (oltre il mare, oltre la guerra, oltre il confine): le letture a cura di Roberta Pasquinucci ed Elena Pau dal libro Cercando, ch’è sì cara. Fiabe palestinesi di Mohammed Ayyoub e Rossana Copez; la presentazione del libro di Giacomo Mameli, Pedrito, lamette a Caracas, fiori a Orgosolo, in dialogo con Marco Loi; Emanuele Trevi con la sua ultima pubblicazione Mia nonna e il Conte, in dialogo con Rossana Copez; fino alla conclusione della serata con Vincenzo Schettini e lo spettacolo La fisica che ci piace.
Il dialogo tra sapere umanistico e scientifico sarà centrale anche per gli appuntamenti di venerdì 24 luglio, che vedranno da una parte Valeria Usala con Nelle case degli altri, in dialogo con Myriam Quaquero, Miguel Gotor con L’omicidio di Piersanti Mattarella, in dialogo con Loredana Germani, seguiti dal reading-spettacolo di Telmo Pievani Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventoso e Gli Indegni, quasi un musical, di Francesco Abate, con musiche in scena di Renzo Cugis, Fabio Farigu e Betty Manca.
A seguire, sabato 25 luglio, il palco ospiterà Matteo Caccia e Giulia Bertasi con Orazio Live e Francesco Piccolo che presenterà Totò, in dialogo con il direttore artistico Giovanni Follesa. La seconda parte della serata vedrà come protagonisti Massimo Franco con Papi, dollari e guerre, in dialogo con Valentina Orgiu, e infine Elio Turno Arthemalle che, con la collaborazione alle ricerche e alla redazione del testo di Vito Biolchini, dedicherà un reading a Carbonia.
La rassegna si chiuderà domenica 26 luglio con Andrea Serra con Fernando o della melanconia dell’irreversibile, in dialogo con Francesca Spanu, seguito dal reading Un irresistibile miraggio del mondo. Grazia Deledda, Maria Giacobbe e Joyce Lussu di Elena Pau dedicato a tre figure centrali della cultura sarda e italiana, accompagnato da suoni e immagini a cura di Ivana Marrone. La serata si chiuderà con l’attenzione alle nuove generazioni, ai loro sogni e al loro futuro con Edoardo Prati in dialogo con Andrea Fulgheri.

La contaminazione dei linguaggi è un’altra delle cifre stilistiche della terza edizione di Carta Carbonia, che, come afferma Giorgia Meli, assessora alla cultura della città di Carbonia, “non costruisce soltanto un calendario di eventi, ma un percorso culturale e formativo” mettendo insieme “libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto”.
Parallelamente agli incontri serali, i giorni di festival saranno vivacizzati anche dall’attività della Scuola di Scrittura Genius che quest’anno organizza un laboratorio di podcast dedicato a chi vive ogni giorno e vuole raccontare il territorio di Carbonia, e la mostra fotografica AS IT IS di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, che allestirà un percorso antologico scandito secondo trentacinque anni di immagini.

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