09.07.2026

Amore, anarchia e algoritmi con Notturno elettronico in sottofondo

L'esordio alla narrativa di Hugo Bertello, sperimentando con forme e linguaggi, racconta una ricerca di senso, un tentativo di ribellione

Come trovare significato in un ambiente prosciugato di spirito?
È il dilemma che muove il protagonista del romanzo di Hugo Bertello, Notturno elettronico (terrarossa): Ricardo, expat ex ricercatore di matematica che lavora a Helsinki come ingegnere per l’intelligenza artificiale, analizzando i dati sul comportamento online con lo scopo di far raggiungere gli utenti dagli annunci pubblicitari con la più alta probabilità di indurli all’acquisto. Tutti i bisogni primari sono soddisfatti, ma ogni cosa è poco stimolante: il lavoro, i venticinque metri quadri di monolocale che il suo stipendio gli concede in una zona molto ambita, gli spazi ovattati e impersonali del suo quotidiano. È un incontro a turbare la monotonia della routine di Ricardo, a farlo a entrare in contatto con un piccolo gruppo anarchico, che desidera attivarsi per sovvertire il sistema in cui viviamo.

C’insegna Tenco che non avere niente da fare è la condizione perfetta per innamorarsi e così quando Ricardo nota Yana in lavanderia tutta la sua attenzione può facilmente lasciarsi catturare dalla curiosità che la giovane donna gli suscita. Ma i sentimenti e i rapporti sono come le piante, che per crescere bene hanno bisogno di nutrimento e determinate condizioni: di terra, di luce e di acqua nelle giuste quantità. E le giuste condizioni mancano, a Helsinki, nella vita di Ricardo, in tante delle nostre esistenze nell’Occidente capitalista in declino. Nella fascinazione di Ricardo per Yana, Bertello compie una riscrittura del topos dell’ossessione dell’amore romantico raccontandola con l’approccio della ricerca scientifica: osservazione, raccolta ed elaborazione dei dati. L’amore risulta inafferrabile perché ogni emozione viene intellettualizzata, analizzata, indagata.

«Agli albori della nostra frequentazione, mi ero illuso che l’ossessione per Yana fosse di carattere acuto. Tre settimane più tardi ho dovuto ammettere la sua natura cronica. Fantasticare su di lei è diventato il fulcro della mia esistenza, portandomi a trascurare bisogni primari come nutrirmi e dormire».

I personaggi di Notturno elettronico esprimono lo smarrimento esistenziale caotico, ma non tragico, di una generazione di trentenni per cui la narrazione dell’impegno e del duro lavoro che premiano ha mostrato tutta la sua fragilità nello scontro con dati di realtà troppo vistosi per poter essere mistificati come per le generazioni precedenti. Tra sradicamento e alienazione i traguardi della vita adulta appaiono irraggiungibili o comunque privi di significato, ma come si domanda il protagonista:

«Nei momenti di debolezza mi lascio sedurre dall’idea di essere destinato a qualcosa di più grande. Poi per fortuna vengo travolto dalla vergogna. Piuttosto che all’isterica corsa al successo che orienta la società contemporanea, mi sento affine alla filosofia buddista, che insegna che la sofferenza è causata dall’attaccamento, il quale è conseguenza del nostro desiderare troppo. Rimane però un punto da chiarire: se abbandoniamo ogni aspirazione, che cosa ci rimane?»

In una ricerca di senso surreale si cercano risposte nel linguaggio di programmazione, nella poesia giapponese, nella mitologia greca e nella ribellione politica: tutte forme che Bertello inserisce come interferenze inframmezzando la narrazione delle vicende di Ricardo con pagine di linguaggi informatici e di programmazione, componimenti, un manifesto politico. Il romanzo si inserisce in un filone che sperimenta con i linguaggi del contemporaneo e trasfigura in modo letterario l’esperienza, familiare a tante di noi, di un quotidiano affollato di testi e linguaggi eterogenei, che si intersecano e si interrompono, creando una sensazione di frammentarietà e intermittenza che acuisce il senso di alienazione.

Notturno elettronico partecipa dello spirito del tempo affrontando temi che ricorrono nella narrativa contemporanea. È molto affine, anche a livello stilistico, a un bellissimo romanzo ceco, L’amore ai tempi del cambiamento climatico di Josef Pànek (traduzione di Letizia Kostner, Keller 2020), che racconta le esperienze di alienazione e al contempo di incontro e comunione con quello che lo circonda, vissute da uno scienziato durante due viaggi: in Islanda e in India a Bangalore, e anche in quella storia è la fascinazione che scaturisce da un incontro con una donna a innescare il movimento interiore. Ha diversi punti di contatto anche con due romanzi stranieri recenti: Birnam Wood di Eleanor Catton e il monumentale Diluvio di Stephen Markley, pubblicati in traduzione nel 2024 da Einaudi. Entrambi raccontano storie di militanza e lotta in cui personaggi molto idealisti, mossi da una grande passione, si scontrano con la realtà, in un contrasto tragico tra la perfezione e l’intransigenza dell’ideale e i propri limiti di esseri umani desideranti, fallibili, incapaci di riconoscere che da soli non abbiamo possibilità e quindi la lotta per cambiare le cose non ha senso né futuro se non infondiamo cura e impegno nelle relazioni con chi la porta avanti insieme a noi.
La teoria anarchica e il rapporto con l’ambiente in Notturno elettronico richiamano anche due famosissimi testi di non fiction: Into The Wild di Jon Krakauer, che racconta gli ultimi due anni di vita di Christopher McAndless, che si allontanò dalla società per vivere in isolamento nella foresta in Alaska e La società industriale e il suo futuro, il radicale manifesto anarchico di Ted Kaczynski, noto come Unabomber, famigerato per essersi ritirato in una capanna nei boschi del Montana da dove inviava lettere e pacchi esplosivi a persone che aveva individuato come cardini strategici dell’apparato capitalistico e industriale oppressivo che desiderava smantellare. Infine la dinamica del piccolo gruppo di aspiranti rivoluzionari a cui si unisce Ricardo fa pensare al saggio dell’antropologa Erica Lagalisse, Anarcoccultismo, che analizza come gli spazi di eversione, controcultura e ribellione politica nella storia siano sempre stati squalificati dalla narrazione dominante accostandoli all’esoterismo, al complottismo e al cospirazionismo.

Notturno elettronico coglie questo aspetto della contemporaneità: cercare di organizzarsi e ribellarsi nel sistema capitalistico attuale passa inevitabilmente attraverso forme e modi che non possono non ricordarci l’esoterismo e il complottismo, sconfinando a tratti nel grottesco, nel ridicolo o, nella migliore delle ipotesi, in un’autoillusione. Si crea un effetto di sottile comicità, che si intride di tragico perché svela l’impossibilità sia dell’amore, sia del sacrificio, nell’impasse dell’individuo contemporaneo che si sente separato dal mondo che lo circonda – «non riesco a scacciare la sensazione che il mio corpo sia tenuto in vita artificialmente» – e solo nella dissoluzione del sé riesce a riconoscersi come parte di un tutto.





Photo Credits. In copertina: Alexandr Bormotin tramite Unsplash

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